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Nba Talk: non bastano ai Warriors contro Atlanta i 60 di Steph!

da michele
Nba Talk

Un saluto a tutti voi cari appassionati di basket e benvenuti per una nuova puntata della nostra rubrica Nba Talk! Dopo aver parlato sette giorni fa della partita assurda di Luka Doncic quest’oggi ci dedichiamo a quella di un altro dei migliori giocatori della Nba, niente popò di meno di Stephen Curry, che però purtroppo non è riuscito a portare la sua squadra alla vittoria al contrario del fenomeno sloveno. Ma andiamo con ordine, due giorni fa si sono affrontate due squadre che non hanno una gran difesa ma possono vantare una fase offensiva in grado di segnare molti punti soprattutto grazie ai loro fenomenali playmaker: da una parte ovviamente il numero 30 dei Warriors e dall’altra quel Trae Young che in passato è stato spesso paragonato a lui. Cominciamo dunque dando un’occhiata alle migliori azioni:

Gran bella partita ma dopo l’overtime vince Atlanta 141 a 134

Come avete potuto vedere anche dal punteggio si è trattato di un vero e proprio shot-out nel quale ancora una volta Stephen Curry ha dimostrato di essere semplicemente il miglior tiratore di sempre: alla fine ci sono addirittura 60 punti per lui con 10 tiri da tre punti mandati a segno! Semplicemente inarrestabile e se considerate che ne ha messi dentro 22 nell’ultimo quarto forse molti di voi si aspettavano una vittoria molto facile per GSW ma non c’è niente da fare, quest’anno i Warriors hanno veramente troppe lacune, soprattutto in difesa come si è visto anche in questo match. Trae infatti ha fatto quello che voleva –35 punti per lui – e come lui anche altri compagni come Jalen Johnson21 punti e 13 rimbalzi – e un Onyeka Okongwu sugli scudi con 22 e 16. Va bene non puntare troppo sulla metà campo difensiva ma una squadra che punta a regalare ancora un altro titolo a Steph non può permettersi di avere la 22esima difesa della stagione indipendentemente dalla buona fase offensiva che ha a disposizione.

Curry lascia partire una bomba sotto gli occhi di un Capela colpevolmente immobile

Intendiamoci, dopo il titolo a sorpresa ma meritato del 2022 quasi nessuno dava per favoriti i Warriors vista la loro scarsa profondità ma si pensava che comunque la squadra giallo-blu potesse fare meglio visto che attualmente si trova addirittura in dodicesima posizione e se finisse oggi la stagione non riuscirebbe nemmeno a qualificarsi per il play-in! In estate c’era stato lo scambio che aveva portato loro Chris Paul in cambio di Jordan Poole ma ad essere onesti non molto è cambiato perché i Warriors si sono tolti il problema del bizzoso numero 13 – il quale al momento sta faticando non poco ai Wizards – ma non è che CP3 abbia dato poi tanto considerando anche l’ennesimo infortunio che l’ha tenuto fuori a lungo e che potrebbe ulteriormente condizionarlo quando a breve tornerà sul campo. Non c’è dubbio che Paul sia un gran giocatore e un ottimo play puro ma come ruolo non è quello che serviva ed in più i suoi 38 anni si fanno decisamente sentire: non è il solo però a balbettare in casa Warriors dal momento che Klay Thompson, nonostante l’innegabile impegno, è ormai l’ombra di se stesso mentre non parliamo di Draymond Green che è letteralmente una bomba ad orologeria pronta a scoppiare!

Da sinistra a destra alcuni volti della crisi Warriors: coach Kerr, Draymond Green, Klay Thompson, Chris Paul e il nuovo volto Brandin Podziemski

In questi anni si è sempre detto che quando si ha in squadra un fenomeno come Steph si può sempre provare a competere per il titolo Nba ma serve decisamente più profondità a questa squadra: Brandin Podziemski sta crescendo come giocatore dalla panchina ma visto il calo di rendimento di alcuni titolari si teme che con questi giocatori non si vada da nessuna parte. Che fare allora per invertire la rotta? L’unica sarebbe o cambiare l’allenatore – ma è difficile che Kerr sia allontanato visto il suo grandissimo successo negli ultimi 10 anni – o altrimenti cercare di fare qualche scambio ma sarà davvero dura perché manca poco alla fine del mercato fissata al 10 febbraio prossimo e i tre maggiori indiziati ad essere scambiati (ovvero Green, Thompson o al massimo Wiggins) hanno tutti e tre contratti pesanti che difficilmente risultano appetibili alle altre squadre della lega. A questo punto però lascio la palla a voi: che ne sarà dei Warriors? Riusciranno a raddrizzare la loro annata? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate. Per la puntata di oggi della nostra rubrica Nba Talk è davvero tutto, grazie per l’attenzione e a risentirci alla prossima settimana sulle pagine di Varzone!

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